Le Classifiche, Social Music Marketing

Spotify: quanto paga VERAMENTE paese per paese (Giugno 2020)

Ed eccomi arrivato alla terza puntata delle varie analisi che ho potuto realizzare grazie ai circa 10 milioni di stream a mia disposizione.

Dopo “Ecco quanto paga YouTube Paese per Paese” e “Quanto pagano VERAMENTE gli store di streaming“, è arrivato il momento di concentrarsi sul più importante: Spotify.

Abbiamo già visto che rispetto a 3 anni fa, il valore della royalty pagata all’etichetta/artista è scesa di 10 punti, così come YouTube; un calo del quale non conosciamo le motivazioni economiche.

Un’altra cosa difficile da comprendere per noi ‘utenti’, è l’incredibile frastagliamento di prezzo che c’è non solo da paese a paese, ma anche all’interno della stessa area: in Italia ho contato oltre 400 differenti valori che vanno dallo 0,000015 ai 0,070 per stream. La royalty più ‘comune’ è 0,00160.

Questa differenza di prezzo può esser data dai vari abbonamenti che vengono realizzati, percentuale premium, percentuale freemium, ma anche i vari bundle, offerte degli operatori telefonici e la classica 0,99 Euro per tre mesi tanto amata da Spotify.

Ma andiamo a guardare il grafico.

Sarebbe fantastico avere i dati sulla percentuale di penetrazione di Spotify Premium nei vari paesi per capire se l’Islanda ‘paga’ di più perché sono presenti più account, oppure se ci sono altri fattori presi dall’algoritmo. Purtroppo sono dati che non sono riuscito a trovare ma che ho richiesto a Spotify direttamente: vediamo se mi mandano qualcosa nei prossimi giorni.

Detto questo, salta agli occhi come gli stati economicamente più importanti sono nelle prime posizioni: Islanda, UK, Norvegia, ma anche Irlanda (che ho scoperto avere un PIL procapite molto alto), Nuova Zelanda, i paesi del nord Europa… insomma, quelli che ti aspetti paghino meglio.

L’Italia è il paese che ha lo stacco maggiore da chi lo precede, il Canada ha una media di 0,00238 per play, mentre noi ‘valiamo’ solo 0,00193. Peggio di noi c’è la Grecia, il Brasile, la Bulgaria e così a scendere fino all’Argentina.

Ovviamente non ho potuto fare tutti i paesi del mondo perché i rendiconti a mia disposizione mostravano dei numeri troppo bassi in alcuni paesi, ma comunque questi dati danno un’idea molto chiara.

Cosa possiamo fare noi? Se vogliamo provare a guadagnare di più in royalties, dobbiamo riuscire ad ampliare il nostro pubblico a livello internazionale, puntando principalmente sui paesi che comunemente diamo per più ricchi: nord Europa, nord America, Oceania e l’oriente, dal Giappone a Singapore.

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