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In Spagna i live ripartono a Maggio: incoscienti o reattivi?

Mi ha molto colpito un articolo pubblicato su IQ  dal titolo perentorio: “In Spagna la musica dal vivo riparte a Maggio“.

Stiamo parlando di un paese colpito duramente dal Covid, con abitudini simili alle nostre, è un parametro giusto, un riferimento da prendere: ma nel bene o nel male?

Ecco come dovrebbe ripartire la macchina dei concerti in Spagna.

Il Primo Ministro Pedro Sànchez ha spiegato il piano in 4 mosse, ognuna delle quali ha una durata di 2 settimane.

L’11 Maggio è il giorno della Fase #1, nel quali gli eventi culturali potranno ripartire nei locali, ma con un numero massimo di 30 persone, mentre per i concerti all’aperto si potrà arrivare a 200 spettatori, ma seduti e con la distanza sociale.

La Fase #2 inizierà il 25 Maggio: i locali potranno aprire le porte a un terzo della loro capacità (fino a un massimo di 50 persone), mentre in piazza potranno entrare massimo in 400 mantenendo la distanza necessaria.
In questa fase riapriranno anche cinema e teatri, sempre a un terzo della loro capacità.

Lo step successivo sarà l’8 Giugno quando le serrande saliranno anche per i Night Club e bar, sempre a un terzo. Ai concerti al chiuso potranno entrare 80 perone, all’aperto in 800.

Questi step portano però ad altri problemi più difficili da risolvere:

#1. Un booking iberico ha subito chiarito: “Queste norme potrebbero peggiorare la situazione perché non tutti gli eventi saranno in grado di attenersi alle regole“.

#2. Organizzare un concerto in un locale dove possono entrare solo 30 persone è leggermente controproducente per il gestore. Diventa più difficile il ritorno dell’investimento.

#3. Nel decreto non si parla di Festival; ma che in realtà sono il vero motore finanziario della macchina musicale spagnola. Sono popolari, popolosi, internazionali e rischiano di fare flop se i colleghi europei ripartissero con le loro fantastiche organizzazioni.

#4. Non viene specificata la misura specifica della distanza sociale. Si era parlato addirittura di 9 metri quadri per singola persona. Se fosse così, per un live all’aperto nella prima fase ci sarebbe bisogno di 1800 metri quadri da destinare al pubblico (max 200).

#5. Quindi, secondo voi, sono reattivi o incoscienti?

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