#BandDaIncubo, Social Music Marketing

#BandDaIncubo 08: Loris Cagadura, no scusate Capadura

Fino al 14esimo secondo siamo tutti d’accordo che si tratti di una rivisitazione di “Little Wing” di Jimi Hendrix: accordi e note portano lì, inevitabilmente.

Ma allora, perché Loris Capadura mi scrive: “Bella versione live di Long Road!!! Brano scritto a quattro mani con Giusy  il testo. Mentre musica e melodia vocale mie!!!!
‘Aspiterina.
Ecco perché ho DOVUTO iniziare la nuova stagione di #BandDaIncubo, per colpa di Loris Capadura.

E quindi non più una banalissima cover ma un brano originale, o meglio, chiamiamola una cover originale.
Quindi: il primo momento da incubo è quando capiamo che non è “Little Wing“.
Il secondo momento da incubo è quando guardiamo quanto rimane ancora, e il counter ci da un’amarissima notizia: 7 minuti e 33 secondi.
Poi, alla fine, Loris decide di iniziare a cantare, con passi insicuri e impacciati si avvicina al microfono e ingobbito declama il testo di Giusy scritto a quattro mani: “Correremo questa strada insieme, dove ci porterà? Ora non lo so”. E meno male che è stata scritta a quattro mani e due cervelli, senza lasciar perdere l’intonazione questa sconosciuta. Sia mai che parliamo di interpretazione.
Il testo scritto a quattro mani riesce ad arrivare al balcone della seconda strofa, guarda di sotto e decide di suicidarsi, lasciando al chitarrista (con un cognome da partito greco, ma invece si chiama Manuel de Pretis) il compito di raccattare due applausi, più per demerito di Capadura che non per l’assolo vero e proprio.
Questa tragedia si ripete due volte fino al climax del pezzo che diventa un valzerino (e siamo solo a 4 minuti!!!) del quale nessuno ne capisce il motivo della sua esistenza, come le zanzare.
Aridinghete un assolo.
Tutta questa pandemia si ripete due volte fino ad arrivare alla fine, quando anche la drum machine sembra essersi mossa a compassione e decide che anche basta.
Adesso.
Non ho ben capito se si tratta di Loris Capadura, se è invece Simone Osmari e volerci del male: uno dei due ha scoperchiato il sarcofago dove era posta questa oscenità, riportando in vita, dopo 5 anni di oblio, uno dei virus più letali: la canozonedemme**da.
Caro Loris, caro Simone, chiunque voi siate, il mio consiglio è quello di chiedere scusa a Giusy, al chitarrista con il cognome greco e riportare “Long Road” all’interno del sarcofago per poi scagliarlo in uno dei vulcani islandesi.
Ah, nel sarcofago, vi prego, metteteci anche chitarre, drum machine, pedali, cavi, aste, microfoni, non sia mai che qualcuno le ritrova e il virus canozonedemme**da ritorna nella società.
Addios.

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