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Spotify acquisisce BombaDischi. Confindustria: “Gli asset italiani sempre più in pericolo”

 

Settimana scorsa aveva destato attenzione la notizia dell’interesse di Google sulla Universal, ma la prima mossa l’ha compiuta Spotify, perfezionando l’acquisizione di una pedina strategica: BombaDischi.

La label romana che domina il mercato dell’indie, è una parte importante nella struttura editoriale e distributiva della Universal, una partnership grazie alla quale la major più importante del globo riesce a gestire una notevole fetta del mercato discografico italiano, migliorando reputazione e bilanci.

Questa fetta di mercato, però, potrebbe finire nel portafoglio di Daniel Ek.

Secondo quanto riportato da MusicBusinessWorldwide, Spotify avrebbe deciso di anticipare Google/Alphabet e iniziare a togliere i tasselli più preziosi della corona Universal: “BombaDischi rappresenta un unicum discografico” ha commentato un executive della piattaforma di streaming “E gestisce alcuni degli artisti più ascoltati sulla nostra piattaforma”.

MBW ha chiesto allo stesso dirigente Spotify il motivo della scelta: “C’è una playlist in Italia chiamata ScuolaIndie, e notavamo che almeno un terzo degli artisti presenti erano editi da BombaDischi. Il nostro programma di acquisizione editoriale mira ad aumentare le royalties degli artisti e delle label che firmeranno direttamente con noi”.

“Dobbiamo proteggere il Made in Italy” ha commentato Vincenzo Boccia di Confindustria “Il mondo discografico indipendente rappresenta un’importante risorsa per la cultura e l’economia italiana”.

Il primo artista BombaDischi a rompere il silenzio è stato Calcutta: “Caucci mi aveva accennato che sarebbe accaduto presto qualcosa di importante e sconvolgente” Ha spiegato il cantautore di Latina a IlSole24Ore “Ma è sempre preso a fare store su Instagram e pensavo stesse registrando un video. Per un po’ ho sperato che stesse organizzando un mio concerto sullo stile di Campovolo o Modena Park, perché questa cosa di TheGiornalisti al Circo Massimo lo sta facendo rosicare non poco…”.

Si teme per altre possibili acquisizioni che possano riguardare Maciste, 42Records, Garrincha e INRI.

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