Social Music Marketing

Ecco quando dovete licenziare il vostro ufficio stampa

Prendo spunto da un articolo pubblicato su Digital Music News intitolato “17 Reasons to Fire Your PR Person…”, per cercare di chiarire, non solo il ruolo reale di un ufficio stampa all’interno dello staff, ma anche a cosa devono guardare i musicisti che decidono di investire una somma per promuovere la propria musica.

L’articolo pubblicato su DMN è esclusivamente riferito al mercato e alle professionalità americane, io ho creato un elenco di cinque punti adattandolo a pratiche e comportamenti italiani.

Di solito l’Ufficio Stampa, per un artista che si muove in modalità DIY, chiede una certa somma per un determinato periodo di tempo, che possa partire da 1.000/1.500 Euro per tre mesi in su; nei servizi possono essere incluse sia le riviste/web sia la promozione radio, ma sappiate che ogni tipo di professionalità ha il suo campo specifico ed è difficile, molto difficile, che una sola persona possa coprire tutti i campi.

Una volta scelta la società che seguirà e pubblicizzerà il vostro lavoro, dovete anche sapere cosa pretendere e quando è arrivato il momento per interrompere il rapporto.

  1. Non sono in grado di creare una storia interessante
    Voi avete scritto, arrangiato e registrato il vostro album; adesso è arrivato il momento di ideare una storia per venderla alla stampa, perché la musica ha bisogno di un racconto, di una narrazione.
    Se il vostro ufficio stampa si limita a scrivere un comunicato generico con le sole fredde informazioni di pubblicazione e formazione, vuol dire che vi sta rubando i soldi (oppure siete Ligabue). Gli artisti emergenti hanno necessariamente bisogno di una ‘scusa’ notiziabile per avere visibilità; e il vostro ufficio stampa deve essere in grado di cucirvela addosso.

  2. Inviano ‘solo’ il comunicato invece di parlare con i giornalisti
    Spedire un comunicato stampa sul singolo di una nuova band a 500/10.000/100.000 indirizzi non ha senso (a meno che non siate Ligabue). Il vostro ufficio stampa deve dimostrare di avere una voce autorevole nell’ambiente, e mantenere rapporti diretti con testate e giornalisti. E’ fondamentale che il vostro ufficio stampa sia in grado di raccontare personalmente la vostra storia (punto 1) ai giornalisti.
    Se vi accorgete che il loro lavoro si limita a un mero invio di mail significa che: A. è altrettanto probabile che quelle mail finiscano nel dimenticatoio o nello spam, B. stanno facendo un lavoro che potreste fare semplicemente anche voi, C. potete licenziare il vostro ufficio stampa.

  3. Avete 20 interviste alla settimana, ma solo con webzine amatoriali e web radio di quartiere.
    Sia chiaro, le webzine amatoriali e le web radio di quartiere sono fondamentali, sia per il territorio sia perché permettono di formare e far crescere nuovi giornalisti. Ma in un’ottica di promozione, se quella è l’UNICA strategia, è una strategia suicida (a meno che non siate Jovanotti, scusa Ligabue). Appunto perché sono redazioni/laboratori spesso gestite da persone appassionate che lavorano senza ritorno economico, non hanno al proprio interno veri e propri professionisti; in più non fanno parte di quel circuito di influencer. Meglio se il vostro ufficio stampa si dedica a due radio grandi se realmente crede nel vostro brano, magari al limite dello stolkeraggio dei rispettivi direttori artistici.

  4. Intimoriscono i giornalisti che non rispondono alle mail. E pretendono che non abbiate nessun rapporto con loro.
    Chi contatta i giornalisti esclusivamente via mail (vedi punto 2) e non ottiene risposta, qualche volta può diventare inutilmente aggressivo, passando dalla semplice “Salve XYZ, ha ricevuto la mail precedente?” alla “E’ la terza volta che le scrivo senza ottenere risposta, stiamo perdendo tempo inutilmente, se non mi risponde anche a questa etc.”. Ecco, chi dimostra questo comportamento è un Ufficio Stampa da evitare, perché in cambio non otterrà nessuna risposta e verrà contrassegnato come spam dal giornalista. E se vi chiedono di non intrattenere nessun rapporto con i giornalisti, con molta probabilità ve lo chiedono per evitare che veniate a sapere determinati loro comportamenti inopportuni.

  5. Quando sono contenti che il vostro disco sia stato recensito da tre riviste, ma non accade nulla dal punto di riscontro.
    Prima di pagare un Ufficio Stampa dovete sapere quali sono i vostri obiettivi della promozione, state cercando solo visibilità oppure desiderate posizionarvi in un determinato segmento? State cercando di incrementare plays e views, oppure aumentare il numero di concerti? Dietro a una strategia di promozione ci deve essere sempre ciò che si vuole ottenere; dovete averlo ben chiaro in mente. Se non sono stabiliti questi punti, l’Ufficio Stampa può ritenersi soddisfatto di avervi fatto recensire da tre riviste e otto segnalazioni sui siti di auto-pubblicazione. Quale era il vostro obiettivo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *