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Si stava meglio quando si stava analogici. Ma ci sono 10 nuovi modi per fare soldi con la tua musica (USA vs Italia).

Un buon modo per monetizzare
Un buon modo per monetizzare

Se chiedete ai musicisti che suonano da più di 20 anni, quasi tutti vi diranno che quando hanno iniziato loro era più semplice. Esistevano i talent scout che andavano in giro per i locali, esistevano le etichette con anticipi interessanti, contratti; c’era molta più professionalità (magari più passione) e molto più pubblico.

Ma c’erano meno possibilità economiche per chi sceglieva l’autogestione. Adesso la situazione è completamente ribaltata: ci sono pochissimi spazi per la celebrità ma moltissime chances per la popolarità.

Vediamo quali sono i nuovi metodi per fare soldi [da un post di Ari Herstand su Digital Music News] ed essere (almeno) popolari. Con un piccolo occhiellino dedicato al mercato americano rispetto a quello italiano.

1. Crowdfounding
In tutto il mondo questo sistema è utilizzato per mantenere uno stretto rapporto tra fan ed artista: KickStarter, IndieGoGo, il nostro MusicRaiser, sono tutte piattaforme dedicate a tagliare gli intermediari della musica, ad avvicinare ancora di più la domanda con l’offerta. KickStarter, il più importante, ha aiutato a finanziare 18.000 progetti tra i quali spicca quello di Amanda Palmer che ha raggiunto 1,2 milioni di dollari. Nel 2013 debutta Patreon, la cui differenza sta nel continuo finanziamento da parte dal pubblico, non più soltanto quando fai il disco, ma anche per le singole date, per il merch, etc.
ITALIA: fare crowdfounding nel nostro paese è spesso visto come chiedere elemosina [qui su Bastonate un ottimo articolo su come viene percepito]: soltanto perché c’è qualcuno che vuole prendersi la libertà di fare come gli pare non è detto che debba essere ‘sfigato’. E’ semplicemente libero.

2. PledgeMusic
Nel funzionamento è molto simile a una piattaforma di crowdfounding, ma con una particolarità che lo differenzia dal resto: il pre-order. Su PledgeMusic artisti come Smashing Pumpkins, Korn, Ben Folds Five hanno attivato una campagna, così come gli Ash che ti permettono di ordinare il semplice CD fino a un pacchetto con il disco deluxe firmato, poster, t-shirt. Il pre-order vale per la classifica Billboard ed è utilizzato per stimolare i fan a far sì che il disco in questione debutti il più in alto possibile nella prima settimana.
ITALIA: nel 2015 MusicRaiser lancerà un servizio simile al pre-order di PledgeMusic e vedremo come andrà.

3. Negozi di download diretto
Queste piattaforme vi permettono di vendere gli MP3 direttamente dal vostro account. Su tutti c’è BandCamp che tutti i mesi paga circa 3 milioni di dollari agli artisti. L’autore dell’articolo spiega che attraverso la funzione “Paga Quanto Vuoi” un acquirente ha acquistato un album per 200 Dollari, mentre un altro ha pagato 20 Dollari per  un singolo.
ITALIA: sono piattaforme da noi ancora poco utilizzate, ma chi le conosce ne trae sempre gran beneficio, sia per la vendita di MP3 sia per il merch più tradizionale.

4. BandPage Experiences
Fino a poco tempo fa BP era semplicemente un’applicazione di Facebook per far ascoltare la vostra musica. Recentemente ha debuttato nuove funzionalità come la distribuzione su Spotify, la possibilità di organizzare concerti in house a pagamento, meet and greet, assistere al soundcheck e tutto quello che siete in grado di inventare.
ITALIA: da noi mancano sia i musicisti creativi sia un pubblico pagante.

5. Monetizzazione di YouTube
Ok, se non siete PSY è quasi impossibile ottenere qualcosa di soddisfacente da YouTube, ma se avete contenuti molto interessanti potete affidarvi a compagnie specializzate come Fullscreen o Maker Studios che possono trovare sponsor, oppure contattare agenzie come Audiam, INDMusic, AdRev che possono aumentare le royalties derivanti da YouTube.
ITALIA: nel 2014 le views italiane dedicate alla musica sono state in mano all’hip hop (Emis Killa –>20.5 mln, e –> Rocco Hunt 21 mln) e ai sanremesi Arisa (16.5 mln) e Renga (12.8 mln). Se non siete rapper e non andate a Sanremo (e se proprio non volete fare cover) le revenue sharing possono aiutarvi a pagare il server del vostro situo ufficiale.

6. Concerti Online
Anche in questo caso ci sono due piattaforme come Stageit (usata da Jon Bon jovi, Tom Morello, Brandon Boyd, etc.) e Concert Window per poter vendere i vostri concerti realizzati direttamente da casa, oppure per aumentare il bacino dei concerti. Si può fissare un prezzo oppure far scegliere al pubblico quanto pagare.
ITALIA: è già difficile riempire i locali e avere una banda larga casalinga. In questo caso sono più i problemi strutturali che culturali

7. Gig Master
Questo sito è una delle più grandi agenzie online per trovare musicisti per ogni occasione: matrimonio, cene aziendali, meeting, compleanni, etc. Funziona solo negli USA.
ITALIA: noi abbiamo Musiqua,

8. SoundBetter & AirGigs
Se avete uno studio di registrazione ma abitate in provincia, potete utilizzare la rete per trovare nuovi clienti. AirGigs vi permette tutto questo, soprattutto per lavori come il mastering e il mixing dove non occorre spostarsi fisicamente. SoundBetter invece vi mette in contatto ‘fisico’ con gli studi o con possibili clienti.
ITALIA: fino a poco tempo fa c’era Groovadia.com (coupon per musicisti), adesso in manutenzione. Da noi vince ancora il passaparola analogico.

9. YouTube Tip Jar
Per adesso il nuovo servizio di YouTube è disponibile solo negli USA, in Messico, Australia e Giappone dove stanno realizzando alcuni test. Il funzionamento è a metà strada tra ‘offri quanto vuoi’ e il crowdfunding; è possibile devolvere in modo continuo, non esiste una cifra da raggiungere.
ITALIA: non siamo gli USA, l’Australia, il Giappone o il Messico. ma comunque il pubblico italiano non dovrebbe essere particolarmente interessato a queste forme di sostentamento, a meno che non siate Emis Killa, Rocco Hunt, Arisa o Francesco Renga.

10. Sincronizzazione
Una delle cose più funzionali alla monetizzazione della vostra musica è quella di fare in modo che le composizioni siano presenti in pubblicità, film, ma anche mostre, installazioni e tutto quello che può accompagnare un prodotto. Di solito queste aziende non hanno uno sbocco online, ma sono continuamente alla ricerca di musica inedita, nuova alla quale abbinare un brand. Triple Scoop Music, The Music Bed, Audiosocket sono alcune delle aziende che fanno questo lavoro online.
ITALIA: http://www.gettyimages.it/music#

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